Tutta la vita in un piatto: la Paella

Per me, Ferragosto è sempre e solo il compleanno di mia madre e ogni anno cerco di festeggiarlo assieme a lei. Mi dispiaccio moltissimo quando, per qualche ragione, non riusciamo a ritrovarci: i compleanni sono per me dei momenti sacri, da vivere con le persone che amo.

Per questo compleanno, mamma ha deciso di organizzare uno splendido pranzetto a base di Paella. Un piatto tradizionale della cucina valenciana, a base di riso, zafferano, verdure, frutti di mare e carne. C’è chi lo fa solo con la carne, chi solo con il pesce, chi vegetariano: ognuno sceglie la versione che più ama!

Tradizionalmente, la Paella era un piatto povero, preparato in onore a quella vecchia eppure sensazionale idea del “non si butta via niente”. Gli antichi spagnoli infatti univano tutti gli avanzi dei giorni precedenti con una bella pentola di riso, ed ecco che nasceva la Paella, un piatto, che seppur fatto di scarti, era davvero gustoso, oltre che estremamente nutriente.

Mia madre la prepara spesso nelle occasioni importanti e per lei la Paella è solo quella che ha tutto: pesce, carne e verdure. La cucina nella paellera, la tipica padella in ferro, e la serve a tavola proprio così, con un sottopentola rotante e dei grandi cucchiai, in modo che gli ospiti possano servirsi autonomamente.

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L’ho sempre trovata un’idea brillante: lasciare agli ospiti la possibilità di servirsi da soli, in modo che possano scegliere le giuste quantità, senza avanzare cibo sul piatto o doverlo mangiare per forza. Inoltre, è uno straordinario modo per nutrire quell’inclinazione che abbiamo tutti e che io amo moltissimo: la convivialità.

Il profumo della paella, di spezie, crostacei e carne grigliata, è per me il profumo della festa: di quelle occasioni in cui ci si riunisce in famiglia e si trova il tempo di stare assieme nella più totale serenità. I colori di questo piatto, ricordano proprio il carnevale, l’allegria, l’entusiasmo. E il suo sapore sa conquistare chiunque, perché è pieno di tutto, non solo di cibo, ma anche di emozioni e di ricordi.

A casa mia, la Paella è un piatto unico. Prima viene servito l’aperitivo, con un buffet di stuzzichini e poi arriva lei, la grande protagonista. La gustiamo per ore, un cucchiaio dopo l’altro, con un fresco bicchiere di sangria e possiamo stare ore a chiacchierare e a mettere nel piatto piccole porzioni alla volta, perché anche se si raffredda, resta eccezionale e ci dà modo di parlare come si fa raramente, con quella tranquillità e quella delicatezza difficili da raggiungere, ma che quando si provano, è difficile lasciarle sfuggire.

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